Antartide. La dieta al freddo polare

antartide

Non vi sono scuse: ai miei pazienti che vanno in panico per l’imminente partenza per le vacanze dico sempre: dimmi dove vai e ti dico cosa mangiare!

I suggerimenti più strani che ho dato riguardano la Groenlandia, perciò se quest’anno decidete di passare a salutare gli orsi polari ecco qui un esempio di menù equilibrato!

La colazione

IN HOTEL:

  • 1 fetta di pane di segale tostato con marmellata o miele, spremuta d’arancia, caffè amaro, 1 frutto con 125 gr di yogurt bianco
  • Cereali (anche muesli con frutta secca) circa 2-3 cucchiai+ frutta a pezzetti+ yogurt bianco magro o latte se gradito con caffè amaro
  • Toast con prosciutto e formaggio, caffè amaro, 125 gr di yogurt con macedonia di frutta 150 gr
  • 2 uova strapazzate o un’omelette con prosciutto crudo o speck o salume, spremuta d’arancia, caffè amaro e un frutto o macedonia (150 gr)

Il pranzo

  • Tartina di pane di segale con le uova e i gamberetti che trovi servita nei ristoranti per pranzi veloci
  • Molto usate sono le carni affumicate per cui troverai la pancetta affumicata servita con cipolle e mele fritte o carni macinate di manzo usate per fare polpettine poi fritte nel burro, in questo caso si tratta di assaggi!
  • INSALATE: attenzione perché puoi trovarci una quantità di salse impressionanti dunque tu ordina senza dressing e possibilmente quelle che contengono una fonte proteica (tipo uova, manzo o pollo)

La cena

  • La cucina scandinava offre vari piatti a base di pesce soprattutto merluzzo e salmone, dunque cerca di ordinare il più possibile pesce. Non sempre è cucinato “light” spesso lo trovi pastellato e condito con burro e panna (Fiskefars)
  • Una alternativa valida per cenare “leggero” sono le zuppe comunque arricchite da panna e burro
  • I contorni onnipresenti sono le patate e le barbabietole, però riesci a trovare anche spinaci, biete, cardi e verdure.

E poi le regole generali che valgono ovunque nel mondo…

  • Bere tantissimo almeno 2,5 litri di acqua al di
  • Muoversi il più possibile
  • Divertirsi

Amanti dell’insalatona anche d’inverno? Alcuni suggerimenti pratici

insalata_inverno

Se nonostante la stagione fredda siamo fedeli all’insalatona ecco qualche idea da declinare ad autunno, tutte insalate proteiche da preparare in dieci minuti.

Se siete stanchi di preparare la solita lattuga e non avete tempo o voglia di lavare, scolare, sciacquare altri tipi di insalata, ecco qui alcune alternative veloci. Verdura di rapido lavaggio e taglio; niente da grattugiare, sminuzzare o ridurre a julienne. Opta per tagliare a tocchetti le verdure proposte e in 10 minuti avrai il pranzo servito!

Insalata di avocado e salmone

Finocchi, cetrioli, cavolo cappuccio o indivia belga ½ avocado, germogli di soja, 3 noci e 80 gr di salmone affumicato tagliato a tocchetti.

Insalata di spinaci e arance

Spinaci freschi, ½ arancia tagliata a vivo, 70 gr di speck sgrassato tagliato a listarelle, 5 mandorle, ½ scalogno se gradito.

Insalata light di tacchino, fagiolini, carote

Ricetta per 2 persone (450 kcal per porzione):

  • 400g di Fagiolini al vapore o 200 gr di ceci o fave (anche le confezioni già pronte sottovuoto vanno benissimo)
  • 2-3 carote
  • 2 fettine di tacchino oppure 100 gr di fesa di tacchino
  • 1 patata media
  • 1 cucchiaio di olio e.v.o
  • Menta o mentuccia fresca

Preparazione:

Se hai tempo metti a marinare il tacchino con un cucchiaio di olio, il succo di 1 limone, timo, maggiorana e cumino. Scalda una padella antiaderente o un piastra, cuoci il petto di tacchino con aromi e spezie a piacere, evitando di aggiungere olio. Fai raffreddare. Sciacquare e pulire togliendo le estremità i fagiolini e lessarli in acqua bollente salata per 10 min. circa oppure scola i legumi già cotti al vapore. Pulisci e taglia a rondelle le carote.

Aggiungere anche un cucchiaio raso di sale.

Tagliare il petto di tacchino o la fesa a striscioline e unire al resto degli ingredienti.

Test: scopri il tuo grado di cellulite

grado_cellulite

La cellulite è una patologia cronica complessa a tendenza evolutiva che coinvolge cute, sistema linfatico e venoso e pannicolo adiposo. Riconosce diverse cause e deve essere inquadrata dal punto di vista medico estetico tenendo conto di fattori genetici, ormonali, alimentari, funzionalità intestinale, intolleranze, attività sportiva e stile di vita.

I metodi di diagnosi in studio sono molteplici (termografia, ecocolordoppler, RMN, ecc.), tuttavia qualsiasi donna può valutare in maniera rapida il proprio stadio di cellulite.

I stadio congestizio

Stasi capillaro-venulare, aumento della permeabilità, edema (ancora reversibile).

La cosiddetta “ritenzione”, quando esteticamente notate un po’ di discontinuità sulle gambe, soprattutto nel pre ciclo e facendo una leggera pressione sulla parte con il pollice. Se si forma un’impronta che rapidamente se ne va, siete in questo stadio.

II stadio essudativo infiltrativo

Scompaginamento del derma e inizio degenerazione fibre collagene ed elastiche (Flocculazione)

Vi trovate in questa fase se iniziate ad avvertire pesantezza alle gambe, “tensione” e differenze di temperatura tra i glutei e le cosce oltre agli aspetti sopraccitati.

III stadio fibroso organizzativo

Aumento della componente fibro-sclerotica con ispessimento del connettivo, impedimento di circolo e riduzione del turn over cellulare (muoiono cellule nella zona cellulitica e sono sostituite da cellule fibrose che hanno fabbisogno metabolico inferiore: “effetto a buccia d’arancia”)

Qui è visibile l’aspetto “buccia d’arancia” stabile con importante dolenzia alla palpazione delle gambe e differenze “caldo-freddo” notevoli nelle diverse regioni degli arti inferiori.

Tipicamente premendo con il pollice le parti interessate, lo scalino può permanere per qualche secondo.

IV stadio fibroso cicatriziale

Formazione di micro e macro noduli, la trama fibrosa aderisce con fasci ai muscoli e in superficie al derma (effetto a “trapunta”)

Qui sono stabili e visibili i cosiddetti “buchi” e “noduli”, ormai esiti cicatriziali.

Fai attenzione alla salute delle tue gambe e affidati per un inquadramento serio al tuo medico estetico. La cellulite interessa tutte le donne, ma è possibile regredire di stadio, migliorare la circolazione e l’estetica delle gambe con tecniche serie e meno dispendiose di quello che credi (vedi Carbossiterapia e Sculptra Shape)

Evviva i grassi… insaturi!

grassi_insaturi

Sfatiamo innanzitutto l’equazione “mangiare grasso=mangiare male”.

L’errore comune di chi si mette a dieta (in particolare con il Fai da te) è quella di ridurre drasticamente e soprattutto indiscriminatamente la quota di grassi abitualmente assunti.

Ecco che allora si rinuncia a condire con l’olio, a gustare frutta secca e crostacei.

I veri nemici

I nemici della linea e della salute in realtà sono i grassi idrogenati utilizzati nella produzione industriale al fine di conservare gli alimenti soprattutto da forno: biscotti, merendine, panificati.

Sappiamo che una torta fatta in casa deperisce dopo qualche giorno, mentre questi prodotti confezionati possono rimanere stipati nelle nostre dispense anche per mesi senza accusare il passare del tempo se modificati chimicamente.
Ma tale alterazione è nociva per la nostra salute e il nostro metabolismo.

I grassi “buoni”

Una quota di grassi “buoni”, o insaturi, è invece assolutamente indispensabile per stimolare il fegato e permettere all’organismo di continuare a trasformare in energia gran parte delle calorie che apportano ad esempio glucidi e carboidrati.

I grassi insaturi in particolare OMEGA 3 e OMEGA 6 inoltre proteggono alcuni organi, contribuendo alla salute delle nostre arterie, alla riduzione del colesterolo, e, udite udite, alla riduzione della massa grassa!

E allora diciamo sì alla frutta secca (alimento talvolta ingiustamente criticato), sia come gustosissimo spuntino che come guarnizione per insalate e dessert.

La dieta è scritta nel DNA

1test_dna

Hai mai pensato che i nostri geni potessero influenzare quanto e come metabolizziamo i diversi alimenti?

Ti sei mai chiesto perché la tua collega di ufficio divora avidamente carboidrati e non aumenta di un etto?

I geni di mamma e papà

È questione di geni, ora lo sappiamo.

Noi siamo il 50% mamma e il 50% papà, ciò significa che il nostro DNA deriva per metà dai nostri genitori, ed è composto da decine di migliaia di geni, i quali codificano caratteristiche e funzionamento delle nostre cellule.

Alcuni di questi geni regolano la tolleranza e l’assorbimento delle diverse classi di nutrienti: proteine, grassi e carboidrati.

Dato che ognuno di noi possiede sequenze di geni assolutamente uniche, unico sarà anche il nostro modo di “accettare” e assorbire i cibi.

È esperienza comune che una dieta che va bene per la mia vicina di casa, non per forza sia adatta anche al mio corpo e dunque imporre regimi alimentari, talvolta anche molto restrittivi, possa dare ad alcuni di noi vantaggi e ad altri svantaggi in termini di forma fisica e salute.

Allora perché non interpellare i nostri geni per leggere gli alimenti “amici” del nostro corpo?

Potremmo leggere nel DNA che il nostro corpo necessita di una quota di grassi ad esempio ben più importante di quella che magari gli concediamo o che una restrizione di carboidrati non facilita la perdita di peso.

Leggendo i nostri geni, divengono chiari gli alimenti da preferire e quelli da evitare per ridurre anche discomfort, gonfiori e tensioni addominali persistenti.

Per mio studio ho deciso di acquistare un macchinario per eseguire il test del DNA e valutare le tolleranze alimentari e individuare i percorsi più efficaci.

Altre informazioni su www.medicinaesteticazazzaron.it/test-dna-alimentazione/

Autunno: tempo di vellutate

autunno_velutata

Con l’inizio della stagione fredda, abbiamo più voglia di scaldare la pancia e gli animi con cibi caldi e corroboranti. Sfruttiamo allora al meglio la varietà delle verdure invernali per preparare vellutate gustose, leggere e rapide.

Passato di verdure autunnale

Ingredienti per 2 persone:

  • 300 gr di bieta
  • 3 carote medie
  • 200 gr di spinaci
  • ¼ di zucca gialla
  • 1 cipolla piccola
  • ¼ di porro
  • ½ cavolo rapa
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Preparazione

Lavare accuratamente tutte le verdure.

Metterle in una grande pentola con dell’acqua fredda e portare a ebollizione.

Frullare tutto con un minipimer e aggiungere un filo di olio extra vergine di oliva e, se gradite, anche una spolverata di parmigiano.

NB Regolate la quantità di acqua a seconda di quanto densa preferite la preparazione.

Vellutata porro e cavolo

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 cavolo romano non troppo grosso
  • Foglie di 2 – 3 porri
  • Brodo con dado vegetale
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale e pepe per insaporire

Preparazione

Lavate le verdure. Tagliate a striscioline le foglie dei porri e dividete le cimette del cavolo. Cuocete le verdure mettendolo nel brodo e lasciate cuocere per circa 40-45 minuti. Aggiustate se serve di sale e aggiungete il pepe. Frullate servendo con un filo di olio a crudo e delle cimette di cavolo che avrete tenuto da parte e cotto al vapore in precedenza.

Vellutata porri e mele rosse

Ingredienti per 2 persone:

  • Porri: 2
  • Mele rosse: 1 e 1/2
  • Carote: 2
  • Latte: 100 ml
  • Philadelphia light: 100 gr
  • Granulare vegetale: 1 cucchiaino
  • Sale

Preparazione

Mondate i porri, tenendo solo la parte bianca pelate le carote e sbucciate una mela.

Mettete in una pentola i porri a tocchetti, la mela a spicchi e le carote in grossi pezzi (si possono togliere a fine cottura oppure lasciare a piacere). Coprite di acqua a filo, aggiungete il granulare e cuocete per una ventina di minuti (o finché non sentite che le verdure sono tenere).

A cottura ultimata eliminate le carote, aggiungete il latte e lavorate tutto con il minipimer finché non ottenete una crema fine. Aggiustate di sale e aggiungete il philadelphia light.  Al momento di servire guarnite con delle chips di mela (ovvero fettine di mela sottili, passate al forno a 200° per qualche minuto finché non diventano dorate e leggermente croccanti).