Perdita di capelli e cambio di stagione: ma se dura per più di 2 mesi ci dobbiamo preoccupare?

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Tutti noi abbiamo esperienza della caduta di capelli stagionale. Sappiamo che in autunno e primavera, come tutti i mammiferi con manto, anche noi uomini siamo soggetti alla muta stagionale e dunque preveniamo la perdita di capelli stagionale che può essere anche cospicua con integratori per bocca e fiale rinforzanti.

Non è infrequente però che la perdita di capelli continui, magari meno copiosa, anche dopo il cambio di stagione e che i pazienti, soprattutto le donne, notino un assottigliamento del fusto del capello soprattutto a livello delle attaccature frontotemporali.

Tipicamente, osservando i capelli dall’esterno, la massa appare cospicua e ben conservata, invece sollevando i capelli come per raccoglierli in una coda alta, l’attaccatura frontale risulta impoverita. Ci si deve preoccupare? No, ma con un semplice test si può tenere sotto controllo la situazione e capire se è il caso di rivolgersi al proprio medico tricologo di fiducia.

Il wash test come segnalatore per la perdita di capelli stagionale

Si tratta del wash test, indicatore che uso moltissimo con i miei pazienti in quanto non invasivo, riproducibile e affidabile. Consiste nel non lavare i capelli per 5-6 giorni e al successivo lavaggio di contare quanti capelli si fermano sul piatto della doccia (solitamente faccio mettere una garzina a guisa di filtro sullo scarico). Ebbene, se il paziente conta 200 capelli e vede una caduta degli stessi con assottigliamento da più di 4 mesi, si potrebbe trattare di Telogen Effluvium Cronico.

Questa condizione è benigna e suscettibile di terapia medica, ma necessita di diagnosi e follow up corretto in modo da condurre al più presto la condizione a miglioramento e risoluzione.

Capelli: non esistono più le mezze stagioni?

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Confrontandomi con i miei colleghi tricologi appartenenti al Sitri ci siamo ritrovati a concordare che quest’inverno è stato, per noi operatori del settore, davvero una sfida. Ci siamo trovati a fronteggiare cadute di capelli, cosiddette “stagionali”, iniziate molto più tardi del previsto (novembre anziché settembre) e molto più lunghe come arco temporale, cosa che ha comportato non poco allarme tra le pazienti.

Probabilmente questo fenomeno si accorda con il cambiamento della stagionalità anche climatica, non dimentichiamo che siamo pure sempre degli animali e come tali siamo soggetti al cambio del manto, ovvero alla “muta” stagionale.

Si può dire che non ci sono più le mezze stagioni neanche per i capelli… e dunque?

Dunque è il caso che ci prendiamo cura dei capelli per tutto l’anno, con poche accortezze semplici alla portata di tutti. Vediamone qualcuna:

  • Assicuriamoci un corretto apporto di grassi buoni, aminoacidi e antiossidanti, abbondiamo in verdura e frutta di stagione, olio extravergine di oliva, olio di semi di lino, frutta secca e avocado se vi piace! Non dimentichiamo poi le proteine del pesce, dei legumi e della carne bianca
  • Utilizziamo sempre uno shampoo delicato per lavaggi frequenti e laviamo i capelli almeno ogni 2 giorni
  • Programmiamo 2 mesi di un integratore per bocca polivitaminico specifico
  • Nel caso di cadute anomale per qualità e quantità rivolgiamoci al nostro Tricologo di fiducia.

Per approfondimenti trovate l’elenco sul sito della Società Italiana di Tricologia.

Tinte per capelli, il consiglio del tricologo

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“Vado a farmi il colore”

La domanda non è “da che parrucchiere vai?” Bensì “che colorazione fai?”

Al di fuori dell’henné (colorante naturale estratto pestando il fiore di Lowsonia alba), si distinguono tre tipi di tinture in funzione della durata della colorazione:

  • La colorazione temporanea
  • La colorazione semipermanente
  • La colorazione permanente

La colorazione temporanea

La colorazione temporanea tende a modificare temporaneamente la tonalità naturale per dare riflessi e fulgore alla capigliatura. Non necessita di modificazioni preliminari della cheratina. I prodotti coloranti utilizzati si depositano nella cuticola del capello senza penetrarla e vengono eliminati con lo shampoo.

La colorazione semipermanente

Nella colorazione semipermanente i prodotti utilizzati resistono a diversi lavaggi (da 4 a 8), ravvivano il colore naturale, possono scurire i capelli e mascherare i primi capelli bianchi, non possono schiarirli. I coloranti usati appartengono alla famiglia dei coloranti nitrati (ortodiamine nitrate, paradiamine nitrate), azoici o metallici.

La colorazione permanente

La colorazione permanente, la più utilizzata, consente una colorazione durevole del colore naturale avvalendosi di una reazione chimica di ossidazione che determina l’integrazione di molecole coloranti all’interno della corteccia del capello.

Il meccanismo di ossidazione richiede una soluzione in ambiente alcalino, di solito acqua ossigenata e un sistema cromogeno ovvero una sostanza incolore il cui prodotto di ossidazione fornirà il colore primario. I coloranti sono le fenilendiamine e i diidrossibenzeni o i polifenoli. In particolare le fenildiamine sono tra i maggiori allergizzanti la cui pericolosità è nota dalla fine del 1800.

È di tutta evidenza come anche le tanto sbandierate tinture “naturali” o “senza ammoniaca” non siano esenti dal determinare potenziali allergie o dermatiti. La colorazione permanente resiste bene agli shampoo e consente di scurire o schiarire i capelli nelle diverse gamme di colori. L’industria chimica e dermatologica ha fatto passi avanti nel rendere più tollerabili possibili le tinture ed esistono attualmente in commercio tinture prive di nichel, ammoniaca, parabeni e resorcina.

I 4 nemici del capello

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La mia esperienza da tricologa mi ha portato ad individuare 4 nemici del capelli troppo spesso sottovalutati.

 

Acconciature troppo costrittive

Chignon troppo stretti e le code di cavallo mantenute per tanto tempo possono causare rottura dei fusti dei capelli e microemorragie alla base del bulbo del capello che poi cicatrizzano lasciando “vuoti” di capelli.

Cattiva igiene

Condurre una cattiva igiene del cuoio capelluto (ovvero lavarli soltanto 2-3 volte la settimana) fa permanere sebo e inquinamento a livello dell’emergenza dei capelli rendendone la crescita non ottimale. Fino a 20 anni fa si sosteneva fosse meglio lavare i capelli 1-2 volte la settimana, all’epoca infatti gli shampoo erano effettivamente molto più aggressivi e detergenti. Attualmente abbiamo a disposizione shampoo per lavaggi frequenti molto delicati che permettono lavaggi a giorni alterni, come sarebbe consigliabile per mantenere una buona salute del cuoio capelluto.

Cattiva alimentazione

Una cattiva alimentazione, scarsa di proteine, frutta e verdura mina la salute del capello, la sua robustezza e vitalità. Mangiando prodotti di origine biologica e senza conservanti facciamo un regalo non solo alla nostra salute ma anche a cute e capelli.

Acqua salata o clorata

L’acqua salata o clorata: mare e piscina minano la salute dei nostri capelli, disidratandoli e rendendoli più soggetti ai danni da UVB e dell’inquinamento. È buona norma dopo un bagno sciacquare con acqua corrente dolce la chioma per evitare che il sale o il cloro secchi sul fusto.

Come si svolge una visita tricologica

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Dalla microscopia polarizzata alla diagnosi, ecco quali sono gli esami e gli strumenti che permettono di individuare le cause del diradamento dei capelli e di individuare il trattamento tricologico più appropriato. Dall’analisi tricologica si possono:

  • Individuare le cause della caduta dei capelli
  • Analizzare eventuali patologie di base
  • Migliorare e limitare l’alopecia attraverso trattamenti personalizzati