Medicina estetica ed estate: non più un ossimoro

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Da qualche anno ormai l’estate diventa un periodo favorevole per dedicarsi alla cura del viso e del corpo, a dispetto di qualche preconcetto.

Se rimane indiscutibile l’esclusione di trattamenti come laserterapia e peeling, che trovano una controindicazione assoluta nell’esposizione solare, sempre più pazienti approfittano del periodo di riposo estivo per curare spirito e corpo.

Ma cosa possiamo dunque proporre in sicurezza d’estate alle nostre pazienti?

La biostimolazione a base di acido ialuronico, vitamine e antiossidanti è un vero e proprio regalo che facciamo alla cute che riceve così idratazione, turgore e rinforza le sue difese in vista dell’esposizione solare. Essendo microiniezioni è evidente ci sia il rischio di qualche piccola ecchimosi, ma se non avviene esposizione diretta alle radiazioni solari e la paziente applica un filtro solare totale, non vi sono rischi nell’eseguire il trattamento d’estate.

Idem dicasi per la naturale distensione che possiamo dare ai tratti segnati, particolarmente alla ruga del corrugamento al centro delle sopracciglia che tanto si approfondisce d’estate, con la tossina botulinica. In effetti è sufficiente evitare l’esposizione a sole e fonti di calore nei 2 giorni successivi al trattamento per condurre in maniera sicura il trattamento.

E per le pazienti che d’estate non amano le iniezioni? riusciamo tramite l’elettroporazione medicale e la diatermia a veicolare principi attivi nutrienti, idratanti e a stimolare la tonicità cutanea tramite apparecchiature specifiche, che in maniera indolore e senza esito alcuno donano alla nostra pelle luminosità, levigatezza, idratazione e tono.

Idem dicasi per i trattamenti anticellulite (si veda altro post) che possono essere condotti e mantenuti in estate senza rischi affinandosi a tecnologie mininvasive ma efficaci (Velashape, Diatermia, Carbossiterapia ecc).

 

Dunque tante alternative possibili da eseguire nel vostro centro di riferimento di medicina estetica sempre con qualche accortezza che il vostro Medico Estetico non mancherà di far presente.

Estate: guerra senza quartiere alla cellulite

Lotta alla cellulite

Anche se il meteo ci ha regalato fino a qualche giorno fa uno scorcio di autunno, tra poco tutte noi saremo chiamate e invogliate a scoprire le gambe, con tutti gli aspetti connessi.

Ipotonia, flaccidume, ritenzione e pallore possono diventare un deterrente e farci affezionare ai leggings anche d’estate; fortunatamente la Medicina Estetica sa dare delle risposte concrete.

Ecco le tre regole auree per conseguire un risultato estetico tangibile:

  • Approccio globale
  • Corretto timing
  • Costanza e consapevolezza

Approccio globale

Per combattere efficacemente la cellulite occorre agire sui vari fattori che la determinano – ovvero alimentazione, sedentarietà – e intervenire con trattamenti corretti. Tra gli ultimi, il bravo medico estetico saprà consigliarvi a seconda del vostro tipo di cellulite un percorso specifico e mirato: ad esempio per ottimizzare il tono oppure per ridurre la ritenzione idrica, oppure ancora per minimizzare l’antiestetica “buccia d’arancia” e rimodellare i cuscinetti.

Corretto timing

Essendo la cellulite una patologia cronica, non è realistico pensare di risolverla in 4-5 sedute. Dunque, care amiche, prendetevi per tempo: almeno 2-3 mesi prima della spiaggia se desiderate godere dei primi risultati.

Costanza e consapevolezza

Se è vero che il percorso per migliorare e curare la cellulite (che tecnicamente è una sindrome cronica chiamata Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica) prevede qualche tempo, è pur vero che non necessariamente occorrono decine di sedute (con relativo esborso di danaro) per apprezzare i miglioramenti.

Come ho già avuto modo di scrivere, sono contraria a dare protocolli terapeutici a lungo termine, in quanto, se ben selezionati, i primi 4-5 trattamenti potrebbero cambiare e migliorare il quadro clinico in maniera tale da porre il medico onesto di fronte alla possibilità di stoppare la terapia di attacco e impostare il mantenimento o di cambiare tipologia di terapie in ragione proprio della risposta del tessuto.

 

Da donna che lavora ho tempi molto ristretti da dedicare alla cura del corpo, ma non rinuncio alla seduta settimanale di carbossiterapia e mesoterapia, trattamenti curativi anche per la stasi linfatica e l’insufficienza venosa. Quando invece posso dedicarmi un po’ più di tempo, approfitto per sottopormi invece a Velashape e diatermia: davvero tecnologie fantastiche, alleate delle donne!

Di stress ci si ammala, ma dallo stress si può guarire

Di stress ci si ammala, ma dallo stress si può guarire

Ti senti tirato in causa se leggi: stanchezza cronica, disturbi del sonno o dell’appetito, irritabilità del colon o stipsi, disturbi del tono dell’umore, alterazioni del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, frustrazione, ansia, sensazione di noia, disturbi del sonno, alterazione della funzionalità della tiroide/disturbi ormonali aspecifici, disturbi funzionali a carico dell’apparato cardio-circolatorio (es. ipertensione, ipotensione), cambio delle masse corporee non associate a cambiamenti nutrizionali (alterazioni metaboliche), abbassamento delle difese immunitarie (con maggiore vulnerabilità alle malattie), cefalee, problemi dermatologici, disturbi della sfera sessuale, ecc.

Ebbene, benvenuto nella grande famiglia dei MUS (Medical Unexplained Sintomps) ovvero sintomi vaghi e aspecifici che la classe medica fatica ad inquadrare in diagnosi e relativa terapia. La letteratura scientifica riconosce a tutt’oggi fino a 90 MUS, quelli appena riportati sono di fatto quelli più frequentemente registrati presso gli ambulatori di medicina generale.

I MUS sono una larga famiglia di disturbi di varia natura correlati allo squilibrio del Sistema Neuro-Vegetativo, legati soprattutto all’alterazione dell’asse HPA (Hipothalamic-Pituitary-Adrenal Axis, “asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene”).

Mi sono imbattuta in questa categoria, prima sconosciuta, quando cercavo di trovare soluzione per i tanti pazienti che si rivolgevano a me scoraggiati dal non riuscire a perdere peso o arrestare la caduta dei capelli nonostante stretta aderenza alle terapie. Tali pazienti manifestavano di base un basso tono dell’umore, si sentivano sempre stanchi e insoddisfatti e non raramente dormivano male.

Empiricamente ho sempre toccato con mano che la relazione col proprio peso corporeo o con i propri capelli rifletta ben più di quante calorie si introducano o che shampoo si utilizzi e nel mio approccio, spessissimo, la terapia nutrizionale e la gestione dello stress si inseriscono nell’approccio antiage e di cura dei capelli, ma sentivo che c’era di più

Come si spiega altrimenti la facilità del tornare al peso forma quando si fanno delle scelte sentimentali o lavorative più affini al nostro sentire? O viceversa i gonfiori al termine di una giornata di lavoro snervante? E vogliamo parlare dei disturbi del sonno? Insomma il benessere passa attraverso l’ascolto di questi segnali che fortunatamente ora riusciamo a quantificare scientificamente grazie all’approccio integrato di studio della composizione corporea (test scientifici rigorosi quali la BIA-ACC Analisi Clinica della Composizione Corporea), e del funzionamento del sistema nervoso autonomo in relazione con lo stress.

E come spesso accade: “quando si chiede, la risposta arriva!” A me è arrivata attraverso l’incontro con il Dottor Marco Gaggiato: la risposta alla domanda di salute globale è data dall’integrazione di varie professionalità e qui tiriamo in ballo la nutrizione, la medicina estetica e l’osteopatia.

L’aiuto effettivo che l’Osteopatia può apportare alla medicina allopatica può risiedere nei trattamenti per la normalizzazione delle distonie neurovegetative, uno dei campi dove le tecniche dell’Osteopatia trova grandi soddisfazioni e ottimi risultati con un numero medio di 4 sedute per cominciare a ridurre notevolmente questi disturbi.

Per maggiori informazioni sull’approccio Nutrizione-Osteopatia-Invecchiamento e Benessere contattaci al numero 0422 842588!

La sorveglianza di filler permanenti

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Sempre più frequentemente giungono nei nostri ambulatori pazienti che in passato hanno subito iniezioni di filler non riassorbibili sul volto (olio di silicone, poliacrilamide, ecc.) o che non sanno cosa sia stato loro iniettato, ma dopo parecchi anni sentono ancora residui di filler sotto la cute.

Alcune di queste pazienti purtroppo ne presentano i segni (granulomi, infezioni croniche, discolorazioni, edemi incostanti, indurimento del tessuto) e non hanno, o almeno fino ad ora non hanno avuto, una struttura di appoggio che conoscesse e trattasse tali problematiche.

Dato il pressing mediatico recente, alcuni colleghi mi hanno chiamato per confrontarsi su come gestire queste pazienti ed ho iniziato ad occuparmene in maniera continuativa.

Come gestire in sicurezza la fase post-trattamento

Le complicanze o l’evoluzione nefasta dell’impianto di un filler non riassorbibile purtroppo non sono evenienze rare, tuttavia molti medici non la riconoscono o non la sanno gestire. L’approccio per la sicurezza del paziente è complesso e necessita di competenze mediche, chirurgiche e radiologiche.

Da qui l’idea di creare una task force in cui il Medico Estetico faccia la diagnosi e la terapia dell’impianto eventualmente complicato, il Medico Radiologo (specializzato in ecografia dei tessuti molli) monitori con ecografia specialistica il comportamento del filler permanente presente sul viso della paziente e il Chirurgo Plastico, qualora il quadro lo necessiti, impronti un’eventuale rimozione.

Nel mio studio offro alle pazienti tale approccio integrato, ad una cifra assolutamente simbolica, in quanto una grande azienda farmaceutica, la Merz Aesthetics, molto sensibile alla sicurezza dei prodotti e all’elevazione delle competenze nella Medicina Estetica, ha deciso di occuparsi delle spese maggiori dell’iniziativa.

 

Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sui prezzi chiama il num. 0422 842588.

Perché un medico estetico donna

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Non me ne vogliano i miei cari colleghi maschi, ho amici davvero bravissimi che si dedicano con passione alla medicina estetica, ma qui voglio portare all’attenzione alcune peculiarità dell’essere femminile che predispongono (più) favorevolmente una donna a condurre la professione di Medico Estetico.

Anzitutto la donna è più adatta all’ascolto (e alla chiacchiera!), dunque accoglie e interpreta in maniera naturale (per attitudine) le esigenze e le motivazioni che spingono sempre più pazienti di tutte le età ad accedere ai nostri studi.

Inoltre, a vari livelli, un Medico Estetico donna è in grado di comprendere – perché le ha vissute sulla propria pelle – le varie fasi della vita che la paziente-donna attraversa e mi riferisco in particolar modo al matrimonio, alla gravidanza, alla menopausa o anche semplicemente alla fine di una relazione d’amore o a un cambiamento di lavoro…

Armonizzare i tratti nel rispetto dell’età e della personalità della paziente

Un medico estetico donna poi, quando tratta una paziente, tendenzialmente non cerca una femminilizzazione estrema, ovvero non enfatizza labbra, zigomi e seno in modo da renderli più sexy e provocanti, ma armonizza l’aspetto del volto con l’età, la personalità e la storia della paziente.

Difficilmente vedrete uscire dal mio studio labbra esagerate o zigomi a criceto: non è il mio ideale di femminile perché, in verità, non ho un ideale di femminile, ognuna di voi e di noi è bella a modo suo. Certo, non nego che sia un piacere per me rendere più freschi i tratti, più armoniche le proporzioni ma cambiare l’essenza e l’aspetto di un volto è, a mio avviso, contro il buon senso e nuoce alla nostra branca specialistica.

Un’immagine in cui la paziente si riconosca e si piaccia

Ciò che personalmente tento di fare è non cercare la “perfezione” (che utopia!) bensì ricercare il “miglior aspetto” per ogni paziente, in modo da rispettare sempre l’essenza della persona e questo lo considero eticamente un dovere di onestà e di verità nei confronti delle mie pazienti.

Quale medico estetico donna, il mio scopo è di restituire alla donna-paziente un’immagine di sé stessa in cui lei si riconosca, si piaccia e si ritrovi in pace con sé stessa, non un’immagine di qualcuno che è altro e poco ha a che fare con il nucleo estetico ed emotivo della persona.

La legge della sommatoria in Medicina Estetica, quando davvero Less Is More

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Quando incontro una paziente al primo approccio con la medicina estetica, che si aggira sui 50-55 anni e ha un grado di invecchiamento moderato-severo, analizzo il volto nella sua interezza cercando di tracciare una linea guida per rinfrescare i tratti e riarmonizzare il viso segnato. Perciò mi trovo spesso ad elencare una serie di procedure e a fornire molte informazioni che possono risultare anche eccessive per una paziente neofita.

Tant’è che alla fine del colloquio molto spesso all’occhiata perplessa della paziente segue la domanda: “ma devo fare tutta sta roba?”.

Quali prodotti e quali metodiche al primo approccio con la medicina estetica

Il mio consiglio è di partire con 1-2 metodiche integrate, semplici, che diano soddisfazione rapidamente alla paziente e senza troppi disagi, così da razionalizzare sedute e costi e percepire presto i miglioramenti. Sconsiglio sempre di fare più trattamenti insieme, a mio avviso lo step by step paga sempre.

Non è raro infatti che usando ottimi prodotti (biostimanti, filler, rivitalizzanti) e metodiche corrette (needling, laser terapia, fili, iniezioni) la cute della paziente risponda in maniera migliore del previsto e magari si decida di cambiare la strategia per ottenere ancor più risultati, magari anche con meno spesa.

Una corretta calendarizzazione dei trattamenti

Personalmente trovo irrazionale e disonesto impegnare i pazienti nei cosiddetti “pacchetti”, il paziente non può dover già fissare e saldare una decina di trattamenti, chi ce lo dice che saranno necessari tra 3 mesi? e che non si riveli invece più utile un’altra metodica?

Senza contare che una corretta e prudente calendarizzazione dei trattamenti sicuramente ci mette al riparo dall’esasperazione dei volti, dall’esagerazione dei volumi e da quei risultati estetici mostruosi che purtroppo, non raramente, fanno inorridire me e le mie pazienti.