Di stress ci si ammala, ma dallo stress si può guarire

Di stress ci si ammala, ma dallo stress si può guarire

Ti senti tirato in causa se leggi: stanchezza cronica, disturbi del sonno o dell’appetito, irritabilità del colon o stipsi, disturbi del tono dell’umore, alterazioni del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, frustrazione, ansia, sensazione di noia, disturbi del sonno, alterazione della funzionalità della tiroide/disturbi ormonali aspecifici, disturbi funzionali a carico dell’apparato cardio-circolatorio (es. ipertensione, ipotensione), cambio delle masse corporee non associate a cambiamenti nutrizionali (alterazioni metaboliche), abbassamento delle difese immunitarie (con maggiore vulnerabilità alle malattie), cefalee, problemi dermatologici, disturbi della sfera sessuale, ecc.

Ebbene, benvenuto nella grande famiglia dei MUS (Medical Unexplained Sintomps) ovvero sintomi vaghi e aspecifici che la classe medica fatica ad inquadrare in diagnosi e relativa terapia. La letteratura scientifica riconosce a tutt’oggi fino a 90 MUS, quelli appena riportati sono di fatto quelli più frequentemente registrati presso gli ambulatori di medicina generale.

I MUS sono una larga famiglia di disturbi di varia natura correlati allo squilibrio del Sistema Neuro-Vegetativo, legati soprattutto all’alterazione dell’asse HPA (Hipothalamic-Pituitary-Adrenal Axis, “asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene”).

Mi sono imbattuta in questa categoria, prima sconosciuta, quando cercavo di trovare soluzione per i tanti pazienti che si rivolgevano a me scoraggiati dal non riuscire a perdere peso o arrestare la caduta dei capelli nonostante stretta aderenza alle terapie. Tali pazienti manifestavano di base un basso tono dell’umore, si sentivano sempre stanchi e insoddisfatti e non raramente dormivano male.

Empiricamente ho sempre toccato con mano che la relazione col proprio peso corporeo o con i propri capelli rifletta ben più di quante calorie si introducano o che shampoo si utilizzi e nel mio approccio, spessissimo, la terapia nutrizionale e la gestione dello stress si inseriscono nell’approccio antiage e di cura dei capelli, ma sentivo che c’era di più

Come si spiega altrimenti la facilità del tornare al peso forma quando si fanno delle scelte sentimentali o lavorative più affini al nostro sentire? O viceversa i gonfiori al termine di una giornata di lavoro snervante? E vogliamo parlare dei disturbi del sonno? Insomma il benessere passa attraverso l’ascolto di questi segnali che fortunatamente ora riusciamo a quantificare scientificamente grazie all’approccio integrato di studio della composizione corporea (test scientifici rigorosi quali la BIA-ACC Analisi Clinica della Composizione Corporea), e del funzionamento del sistema nervoso autonomo in relazione con lo stress.

E come spesso accade: “quando si chiede, la risposta arriva!” A me è arrivata attraverso l’incontro con il Dottor Marco Gaggiato: la risposta alla domanda di salute globale è data dall’integrazione di varie professionalità e qui tiriamo in ballo la nutrizione, la medicina estetica e l’osteopatia.

L’aiuto effettivo che l’Osteopatia può apportare alla medicina allopatica può risiedere nei trattamenti per la normalizzazione delle distonie neurovegetative, uno dei campi dove le tecniche dell’Osteopatia trova grandi soddisfazioni e ottimi risultati con un numero medio di 4 sedute per cominciare a ridurre notevolmente questi disturbi.

Per maggiori informazioni sull’approccio Nutrizione-Osteopatia-Invecchiamento e Benessere contattaci al numero 0422 842588!

Problemi di zampe di gallina?
Prova a mangiarle!

zampe_gallina

Ebbene si, le nonne avevano ragione. Le nostre ave preparando il bollito (piatto tipico delle regioni settentrionali), utilizzavano tutte le parti della gallina, zampe incluse.

 

Attualmente è considerato probabilmente un piatto poco elegante, ma di certo racchiude una proprietà riscontrabile in pochissimi alimenti: un’altissima concentrazione di collagene!

E allora accanto alle punturine dell’amato ialuronico che rivitalizza, idrata e stimola le cellule della cute a produrre il collagene, perché non provare a introdurlo direttamente con la dieta?

Considerate che in 100 gr di zampe di gallina ci sono 20 gr di proteine, per la maggior parte collagene che lega moltissima acqua. La pietanza è inoltre ricca di calcio, fosforo, vitamina A e folati, tutti cofattori indispensabili al metabolismo cellulare.

 

Di seguito una ricetta della tradizione da provare a Natale per convincervi a riscoprire il piatto!

Ingredienti:

  • 800 g circa di muscolo di bovino adulto (manzo o vitellone)
  • 800 g di punta di petto di bovino adulto
  • 800 g di cappello del prete di bovino adulto
  • Una gallina ruspante tagliata a metà con le 4 zampe a parte
  • 2 cipolle chiare
  • 2 coste di sedano
  • 2 carote
  • Un piccolo pomodoro ben maturo
  • Prezzemolo, timo e alloro
  • Pepe in grani
  • Chiodi di garofano
  • Sale

Preparazione

Ponete sul fuoco una pentola alta e stretta contenente dell’acqua, poi lavate la cipolla e steccatela infilando i chiodi di garofano nella sua polpa; sbucciate una carota e aggiungete entrambi nella pentola assieme al sedano, e al mazzetto aromatico formato da prezzemolo, timo e alloro.

Quando l’acqua bolle, aggiungete il sale e la carne. Se volete che la carne mantenga la forma, potete legarla con dello spago da cucina.

Mettere la carne a cuocere in acqua già bollente è importante se volete che sia la carne a risultare saporita perché le proteine presenti nella carne si coagulano immediatamente per effetto del calore trattenendo all’interno del pezzo di carne tutte le sostanze che conferiranno morbidezza e gusto al bollito.

Se invece volete che sia il brodo a risultare più saporito, mettete la carne a cuocere direttamente in acqua fredda.

Dopo qualche minuto di cottura, sulla superficie dell’acqua cominceranno ad emergere le proteine della carne coagulate che dovrete eliminare per mezzo di un mestolo forato (schiumarola); dopo avere eliminato tutte le impurità aggiungete i grani di pepe e abbassate il fuoco al minimo.

Il bollore deve durare circa 3 ore ed essere leggerissimo poiché se fosse violento rovinerebbe la carne sfilacciandola e rendendola stopposa. 
Quando il bollito sarà cotto a puntino (lo potete controllare infilando un forchettone nella carne che deve risultare morbida), prendetelo con un mestolo forato, fatelo sgocciolare e poggiatelo su di un tagliere, quindi togliete la legatura (se l’avete fatta) e tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore utilizzando un coltello dalla lama liscia e lunga. Disponete le fette di carne su di un piatto da portata e servite immediatamente.

Se preparate il bollito prima e lo lasciate freddare risulterà più agevole tagliare la carne a fette, tenete da parte sempre del brodo per riscaldare il bollito, con il restante brodo potrete preparare un ottimo risotto.

Ecco perché non iniziare la dieta di lunedì

dieta_lunedi

Il tempo è un’entità fluida, la natura scandisce dolcemente il giorno e la notte e lo scivolare delle stagioni.

Nel corso della storia, gli aztechi, Tolomeo e pure i romani hanno organizzato il tempo in settimane, mesi e anni ed ecco che il lunedì, giorno di ripresa dopo l’agognato stop domenicale, diventa uno scoglio…

Il lunedì è un’imposizione, e non ci possiamo fare nulla, perché caricarlo di un’altra imposizione? Perché per forza mettersi a dieta proprio di lunedì?

Ho seguito migliaia di persone negli anni, in diversi percorsi alimentari, e sono arrivata a un’acquisizione comune per tutti e assoluta.

 

La dieta non è una questione di pancia, bensì una questione di testa: o ci sei o non ci sei.

 

E allora decidi tu quando è il tuo momento, sentilo, vivilo e comincia… subito… altrimenti attendi e arriverà la spinta giusta, magari da una chiacchiera con un’amica, da un incontro con un medico che ti dia fiducia o, perché no, dalla lettura di un articolo su un blog! (Magari questo!)

Non per forza il lunedì scandirà la tua nuova avventura alimentare, magari sarà un giovedì, un martedì, chi lo sa? In ogni caso, non avrai dubbi, sarà il tuo giorno.

Vuoi veramente cibo biologico?
Allora scegli l’organico!

cibo_organico

Una cosa bella della mia professione è che mi permette di conoscere molte persone diversissime tra loro, ciascuno con vita, esperienze e competenze diversissime e interessanti. Nel mio studio ho incontrato Giovanna e subito mi ha incuriosito la sua scelta di lasciare la sua attività di architetto per trasferirsi oltreconfine a occuparsi di agricoltura organica. Sì perché se ormai quasi tutti noi sappiamo che talvolta il cibo biologico non è veramente sinonimo di trasparenza e garanzia della filiera produttiva, l’agricoltura organica lo è.

Il metodo Organic Forest dell’agronomo e naturopata Michel Barbaud rispetta la terra e l’uomo; i vegetali prodotti con questo metodo infatti hanno elevate proprietà organolettiche e un alto valore energetico. Nessun prodotto chimico di sintesi è ammesso, né sui vegetali né sui terreni.

Giovanna si divide tra il raccolto, i corsi di cucina organica e la distribuzione a domicilio dei frutti del suo lavoro. Quando io ricevo la cassetta di primizie da lei prodotte, ho la rassicurazione che siano state raccolte meno di 24 ore prima, con amore e delicatezza.

Occupandomi di alimentazione da parecchi anni e parlando con i miei pazienti mi sono resa conto che pochi di noi hanno tempo di fare la spesa in maniera consapevole o di chiedersi cosa stanno mettendo nel carrello della spesa.

Ma siccome siamo quello che mangiamo, e il nostro aspetto oltre che la nostra salute dipende da questo, ritengo importante fare il possibile per mangiare bene, nel limite ragionevole degli impegni e delle priorità di ognuno.

Per questo nelle diete che preparo per i miei pazienti tento di conciliare le loro esigenze in termini di tempo, capacità culinarie, necessità di “organizzare” i pasti di tutta la famiglia etc.

Trovare un servizio di consegna a domicilio di verdura freschissima di origine organica è davvero un grande aiuto.

Se volete saperne di più visitate la pagina Facebook di Giovanna :

Losinbio www.facebook.com/LosinBio/

Contatto email: losinbio@gmail.com

La ricetta del giorno dopo per sopravvivere alle abbuffate delle feste

alcool

Durante le feste, si sa, si potrebbe esagerare con cibo e alcolici. Vale sempre la regola del programmare prima cosa gradite mangiare e bere in modo da non farvi cogliere impreparati e “fragili” davanti alle tavole imbandite.

Dunque se possiamo mettere in preventivo 2 bicchieri di vino a pasto e un cin cin con lo spumante italiano, vediamo come attutire gli effetti del banchetto delle feste.

Il giorno dopo

Il “day after” inizierà all’insegna di una tisana detossificante a base di liquirizia, finocchio, betulla oppure carciofo e cardo mariano per aiutare rispettivamente rene e fegato a depurarsi dalle tossine.

La colazione sarà a base di frutta cotta (mela o pera) con 1 fetta di pane di segale per aiutare il transito intestinale.
A pranzo optate per merluzzo o sogliola cotta al vapore con mix di cavolfiori, broccoli e cavolini (esistono ottime preparazioni surgelate per sveltire la preparazione) e la sera un bel minestrone di verdure e legumi.

È obbligatorio bere nella giornata 2 litri di liquidi e fare una bella passeggiata.

Vademecum di Natale: come comportarsi a tavola se sei a dieta

vademecum_feste

Ogni anno con l’avvicinarsi delle feste di Natale devo affrontare lo smarrimento dei miei pazienti a dieta, divisi tra la voglia di festeggiare e la frustrazione di dover rinunciare al panettone.

Ebbene ecco i consigli che do a loro, a voi e a me stessa per uscire sereni e in forma dal tour de force di fine anno.

  • Concedetevi 2-3 occasioni (io li chiamo Bonus) in cui mangiate senza pensare alla dieta. Vi sedete a tavola, vi rilassate e vi godete il pranzo o la cena. Decidete prima però cosa volete mangiare, ad esempio se preferite il gusto salato mangiate antipasti e primi (porzioni piccole) ed evitate o riducete i dolci, oppure viceversa se preferite il gusto dolce. In entrambi i casi scordatevi il pane o i succedanei.
  • Masticate! Lo stomaco che si dilata impiega circa 20 minuti a comunicare al cervello che è sazio: se mangiate con avidità senza masticare, in 20 minuti potreste ingurgitare una quantità di cibo spropositata senza che lo stomaco abbia il tempo di farvi sapere che siete sazi. Vi trovate così con la pancia tesa e la sgradevole sensazione di essere gonfi fino a scoppiare.
  • Godetevi l’occasione conviviale senza sensi di colpa, vi fanno ingrassare perché aumentano il grado di stress! Non si tratta infatti di uno “sgarro” ma di una parte già prevista nel percorso alimentare e dunque concordata del tutto.
  • Fate una bella passeggiata di un’oretta per aiutare la digestione e se l’intestino si impigrisce a causa dei cibi troppo elaborati, aiutatevi con un po’ di magnesio e acqua calda.