Gelato o non gelato: questo è il problema

gelato

L’afa avanza, la canicola ci assale e il pensiero vola al mare? Vena poetica a parte, pare che voli testé alla refrigerante crema che l’Italia ha esportato nel mondo ovvero il gelato, anche se poi furono i cugini francesi a renderlo famoso in tutta Europa.

 

Costringere un paziente a dieta, o in terapia per la cellulite o le adiposità localizzate, a rinunciare al gelato d’estate è tecnicamente una causa persa. E allora meglio trovare degli escamotage per renderne il consumo meno “dannoso” per la linea.

 

Un’idea furba è consumare il gelato come un pranzo, ovviamente massimo una volta al mese e dopo una bella insalata solo di verdura verde.

Possiamo allora, quasi a cuor leggero, mangiare un cono con 2-3 palline (possibilmente non tutte creme) e della frutta. Ovviamente la panna e i topping sono banditi, mentre è caldamente consigliata una bella passeggiata dopo pranzo.

Considerate che un gelato siffatto comporta l’approvvigionamento di circa 450-500 kcal ovvero 6 km di corsa ad una velocità media di 9-9,5 km orari.

 

Ultima condizione fondamentale per la buona riuscita dell’escamotage alimentare è questa: che il gelato sia buono, possibilmente artigianale e con ingredienti a km zero.

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