La sorveglianza di filler permanenti

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Sempre più frequentemente giungono nei nostri ambulatori pazienti che in passato hanno subito iniezioni di filler non riassorbibili sul volto (olio di silicone, poliacrilamide, ecc.) o che non sanno cosa sia stato loro iniettato, ma dopo parecchi anni sentono ancora residui di filler sotto la cute.

Alcune di queste pazienti purtroppo ne presentano i segni (granulomi, infezioni croniche, discolorazioni, edemi incostanti, indurimento del tessuto) e non hanno, o almeno fino ad ora non hanno avuto, una struttura di appoggio che conoscesse e trattasse tali problematiche.

Dato il pressing mediatico recente, alcuni colleghi mi hanno chiamato per confrontarsi su come gestire queste pazienti ed ho iniziato ad occuparmene in maniera continuativa.

Come gestire in sicurezza la fase post-trattamento

Le complicanze o l’evoluzione nefasta dell’impianto di un filler non riassorbibile purtroppo non sono evenienze rare, tuttavia molti medici non la riconoscono o non la sanno gestire. L’approccio per la sicurezza del paziente è complesso e necessita di competenze mediche, chirurgiche e radiologiche.

Da qui l’idea di creare una task force in cui il Medico Estetico faccia la diagnosi e la terapia dell’impianto eventualmente complicato, il Medico Radiologo (specializzato in ecografia dei tessuti molli) monitori con ecografia specialistica il comportamento del filler permanente presente sul viso della paziente e il Chirurgo Plastico, qualora il quadro lo necessiti, impronti un’eventuale rimozione.

Nel mio studio offro alle pazienti tale approccio integrato, ad una cifra assolutamente simbolica, in quanto una grande azienda farmaceutica, la Merz Aesthetics, molto sensibile alla sicurezza dei prodotti e all’elevazione delle competenze nella Medicina Estetica, ha deciso di occuparsi delle spese maggiori dell’iniziativa.

 

Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sui prezzi chiama il num. 0422 842588.

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