Perdita di capelli e cambio di stagione: ma se dura per più di 2 mesi ci dobbiamo preoccupare?

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Tutti noi abbiamo esperienza della caduta di capelli stagionale. Sappiamo che in autunno e primavera, come tutti i mammiferi con manto, anche noi uomini siamo soggetti alla muta stagionale e dunque preveniamo la perdita di capelli stagionale che può essere anche cospicua con integratori per bocca e fiale rinforzanti.

Non è infrequente però che la perdita di capelli continui, magari meno copiosa, anche dopo il cambio di stagione e che i pazienti, soprattutto le donne, notino un assottigliamento del fusto del capello soprattutto a livello delle attaccature frontotemporali.

Tipicamente, osservando i capelli dall’esterno, la massa appare cospicua e ben conservata, invece sollevando i capelli come per raccoglierli in una coda alta, l’attaccatura frontale risulta impoverita. Ci si deve preoccupare? No, ma con un semplice test si può tenere sotto controllo la situazione e capire se è il caso di rivolgersi al proprio medico tricologo di fiducia.

Il wash test come segnalatore per la perdita di capelli stagionale

Si tratta del wash test, indicatore che uso moltissimo con i miei pazienti in quanto non invasivo, riproducibile e affidabile. Consiste nel non lavare i capelli per 5-6 giorni e al successivo lavaggio di contare quanti capelli si fermano sul piatto della doccia (solitamente faccio mettere una garzina a guisa di filtro sullo scarico). Ebbene, se il paziente conta 200 capelli e vede una caduta degli stessi con assottigliamento da più di 4 mesi, si potrebbe trattare di Telogen Effluvium Cronico.

Questa condizione è benigna e suscettibile di terapia medica, ma necessita di diagnosi e follow up corretto in modo da condurre al più presto la condizione a miglioramento e risoluzione.

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